UISP_2012

BIKE TRIAL UISP: UN'ATTIVITA' GIOVANE CHE STA CRESCENDO IN NUMERI E VISIBILITA'. SERVONO AGLITA', ESTRO E...CREATIVITA'.Intervista a M. Iacoponi

Il bike trial è una nuova disciplina sportiva che sta prendendo piede, soprattutto tra i giovani, e sta cercando un suo spazio all’interno della proposta Uisp. Abbiamo intervistato Massimo Jacoponi, responsabile del bike trial per la Lega ciclismo Uisp, per approfondire la conoscenza della disciplina.
Da dove arriva il bike trial?
“Il bike trial è un’attività che nasce dal moto trial, come si evince anche dal nome: nasce in Spagna negli anni ’80, come proposta di attività per i giovani che non potevano ancora guidare la moto. Da allora si è evoluta e allargata in ambito mondiale".

In cosa consiste nella pratica?
“È uno sport molto tecnico, che utilizza una bicicletta particolare, senza sellino con il baricentro basso e sviluppata in lunghezza, si effettuano dei percorsi delimitati, molto stretti, con ostacoli di vario genere da superare. Ci vuole molta abilità, ci si appoggia principalmente sulla ruota posteriore per saltare e oltrepassare gli ostacoli.Noi utilizziamo il regolamento internazionale del BIU (Biketrial International Union) di cui fanno parte 41 paesi in tutto il mondo”.

Qual è la tipologia dei vostri iscritti?
“Sono soprattutto giovani: c’è bisogno di molta forza, equilibrio e anche di un po’ di pazzia, sicuramente i giovani si trovano più a loro agio. Principalmente sono uomini, le donne sono poche anche a livello mondiale. Contrariamente a quello che si potrebbe pensare per la maggior parte non provengono dal ciclismo: è una disciplina che attira i giovani perchè molto spettacolare e adrenalinica, da stadio, adatta agli interessi dei giovani”.

Quali sono i vostri numeri?
“Purtroppo siamo ancora pochi: dopo nove anni di attività abbiamo circa 300 tesserati in tutta Italia e siamo penalizzati dai piccoli numeri: non possiamo fare gare regionali o provinciali perchè non ci sono i numeri, ma girare l’Italia, per partecipare agli eventi nazionali prevede anche un costo rilevante, che in tempi di crisi non per tutti è gestibile”.

Qual è il rapporto con la federazione?
“In Italia l’Uisp è l’unico rappresentante della disciplina Biu, la Federazione ha il trial che ha un regolamento diverso, è più da esibizione, mentre il bike trial prevede una grande abilità nel guidare la bicicletta, e si svolge soprattutto in ambiente naturale: sottobosco, scogliera, più il percorso è difficile e più è divertente”.

I vostri progetti per il futuro?
“Ovviamente il nostro primo obiettivo è aumentare il numero dei praticanti. La nostra è una disciplina che elimina il pericolo, perchè insegna a guidare bene la bicicletta e a conoscere i limiti del mezzo e dell’atleta.
Mi pare giusto citare in questa occasione il nostro delegato alla Biu Giuliano Gualemi che, oltre a curare il sito nazionale www.biketrialitalia.it che è l’unico mezzo per tenere uniti e aggiornati gli iscritti sparsi sul territorio, gira l’Europa per mantenere i contatti con l’organizzazione e ci permette di partecipare ad eventi internazionali nonostante siamo in pochi. Inoltre, il bike trial propone un’idea di sport che ha molto in comune con quella dell’Uisp: ha una costituzione scritta che propaganda uno sport finalizzato alla socializzazione, in cui il grande campione e il ragazzo all’inizio possano convivere e condividere le esperienze, ognuno aiuta l’altro, senza ansie da prestazione. L’ultimo è felice come il primo, semplicemente perchè ha superato un suo limite”.

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