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E' il turno di Stefano Ravarelli, Campione Italiano 2010 in carica che in questo 2011 non si fatto sfuggire la vittoria in nessuna delle cinque gara disputate, bissando così con naturalezza il tricolore di categoria.
BTI: Ciao Stefanino e complimenti per quanto hai realizzato. Durante questa stagione hai guidato spesso con notevole tranquillità mostrando un potenziale ben superiore al livello medio delle zone verdi, che sono tracciate innanzitutto con un occhio alla sicurezza ed alla semplicità, è andato tutto per il meglio, no?

SR: Ciao a tutti! Come hai già detto quest’anno ho riconquistato il titolo anche se avrei voluto -ma non ho potuto- (per obbligo regolamentare_NdS) passare già alla categoria successiva perché questo è stato il mio terzo anno tra i Benjamin… In ogni modo in campionato è andato davvero tutto per il meglio.

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BTI: Il prossimo anno avrai tredici anni e ci sarà quindi il tanto atteso passaggio negli agonisti con la possibilità di misurarti su percorsi dove meglio potrai mostrare le tue possibilità,aumenteranno però anche le difficoltà...
SR: Il prossimo anno avrò tredici anni e finalmente passerò negli agonisti; aumenteranno le difficoltà, ma nel corso dell’inverno mi allenerò intensamente per arrivare ben preparato a fare un certo tipo di ostacoli.

 

BTI: La prova di Coppa Europa a Sonico è stata la tua prima vera esperienza internazionale di BikeTrial, ed hai ottenuto un bel quarto posto ad... un solo punto dal secondo posto! Era nelle tue aspettative un così bel risultato? Cosa ti ha sorpreso e cosa ti aspettavi dagli stranieri?
SR: Quella a Sonico  è stata la mia seconda esperienza internazionale perché  nel 2010 ho partecipato al Mondiale a Darfo Boario Terme, ero però infortunato e non ho avuto un buonissimo risultato (16°). Quest’anno alla Coppa Europa ho raggiunto un buon quarto posto, anche se le mie aspettative erano di arrivare almeno sul podio, peccato per quel piede di troppo che mi avrebbe permesso di arrivare secondo! E’ bello partecipare a questi eventi internazionali perché ci si può confrontare con numerosi atleti di altre nazioni, con un alto livello di preparazione e questo, non può che essere positivo e stimolante.

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BTI: Com'è stato l'impatto con l'ambiente internazionale della BikeTrial International Union (BIU)?
SR:  Quella di  Sonico, penso che sia stata una esperienza fantastica sotto tutti i punti di vista, ‘’giocando’’ in casa, mi sono trovato a mio agio nel gareggiare contro avversari stranieri, poi le zone erano belle e l’organizzazione spettacolare! Colgo l’occasione per fare i complimenti a tutte le persone che si son impegnate nel duro lavoro organizzativo.

 

BTI: Grazie allo sforzo della Dynamic Trial la prossima stagione a Sonico si svolgerà una delle prove del Campionato Mondiale, un'occasione da non perdere per confrontarsi con i migliori stranieri in un terreno conosciuto e perdipiù limitando le spese di trasferta come fosse una normale prova di Campionato Italiano.
SR: Che dire… penso che a livello organizzativo si ripeterà il successo di Sonico, Dynamic Trial è sinonimo di garanzia, per quello che mi riguarda spero in un buon piazzamento e per raggiungere questo obiettivo mi allenerò molto.

 

BTI: A vedere i risultati ti sei trovato bene sia sul terreno naturale che sull'indoor, quale preferisci?
SR: Il mio allenamento si basa principalmente sul naturale che ritengo più ‘completo’ e per via della vicinanza di zone naturali, sull’artificiale in generale è più facile, il grip è maggiore, le zone più spettacolari e più alla portata del pubblico. A me piacciono entrambi, pur preferendo il naturale.

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BTI: Stefanino, di te sappiamo che sei simpaticissimo e che alle gare sei sempre seguito da mamma, papà e dalla tua sorellina. Parlaci di te, della tua famiglia, della passione che avete per il BikeTrial.
SR: Sono un ragazzino di 12 anni, vivo a Milano e vado in II^ media. Vivo con mio papà Alan (che mi segue sempre nelle gare), mia mamma Damiana e la mia sorellina Ginevra.
La passione per il BikeTrial è nata perché mio papà andava con la moto da trial quando era ragazzo e mi ha contagiato fin da piccolo. Quando ho avuto 6 anni mi ha comprato la moto da trial e quasi contemporaneamente anche una bicicletta da trial con cui ho imparato le basi, cioè equilibro e spostamenti. In seguito ho sviluppato di più la passione per la bici e, per il momento, ho abbandonato la moto.

Mi ha fatto molto piacere avere la possibilità di rilasciare questa intervista a biketrialitalia.it, un saluto a tutti ed a presto.

 

Grazie per la tua disponibilità ed ancora complimenti. AVANTI COSI'!!!


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